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Ritardo mestruale: tutte le possibili cause

Ritardo mestruale, perché? Ecco alcune tra le cause più frequenti

È capitato a molte donne, probabilmente anche a te che stai leggendo: trascorsi i canonici ventotto giorni, il ciclo mestruale non si presenta. Cosa è successo? Il primo pensiero è sempre quello: sarà incinta? Bene, la regola numero uno è non farsi prendere dal panico. Le cause del ritardo mestruale possono essere molteplici: si tratta di una evenienza piuttosto comune che può essere causata da svariati fattori. Andiamo a vedere quali e scopriamo perché il ritardo mestruale non coincide necessariamente con una gravidanza.

Cosa provoca il ritardo mestruale

Come accennato, sono molte le donne che hanno avuto un ritardo mestruale. Nella maggior parte dei casi si tratta di un episodio isolato, altre volte invece il ciclo può arrivare anche dopo mesi. Cosa succede al corpo? C’è da preoccuparsi? Non sempre, ma se il ritardo mestruale si presenta spesso è sempre bene rivolgersi allo specialista che, con ogni probabilità, ci prescriverà accertamenti diagnostici come una ecografia pelvica e un dosaggio ormonale per andare alla ricerca della causa.

Tra le cause principali del ritardo mestruale troviamo i cambiamenti rapidi del peso corporeo, provocati da diete drastiche o da vere e proprie patologie come l’obesità o l’anoressia. Esiste poi una serie di disturbi dell’apparato riproduttivo, come ad esempio la sindrome dell’ovaio policistico, oppure della tiroide, in grado di produrre squilibri ormonali e comportare quindi un ritardo mestruale. Inoltre: quale donna può dire di non essere stressata? I bambini, la casa, il lavoro… Ebbene anche lo stress e l’ansia possono essere la causa di un ritardo mestruale in quanto si registra una diminuzione delle quantità di gonadotropine che impediscono l’ovulazione.

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Se poi si avvicina l’età della menopausa allora il ritardo mestruale potrebbe dipendere da questo. Non bisogna infatti sottovalutare il fattore età, e l’esistenza della menopausa precoce , una anomalia che in rari casi può interessare anche donne giovani, al di sotto dei 40 anni. Addirittura alcune malattie transitorie come l’influenza possono essere causa di irregolarità nel ciclo: in questi casi dopo la guarigione il ciclo tornerà regolare. State assumendo nuovi farmaci? Anche questo può essere il motivo del ritardo mestruale. Nel caso della pillola anticoncezionale è bene ricordare che alcune medicine potrebbero inibire il suo effetto e al momento della sospensione della somministrazione, in una piccola percentuale di casi (2-3%) si può verificare un ritardo mestruale oppure una vera e propria amenorrea: tali eventi riguardano per lo più donne il cui ciclo era irregolare già prima dell’assunzione dell’anticoncezionale e in genere scompaiono entro sei mesi dalla cessazione dell’uso della pillola, quando il ciclo riprende il suo regolare corso.

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Ritardi nel ciclo mestruale possono presentarsi poi nel caso di oligomenorrea, una anomalia che può colpire sia adolescenti sia donne adulte o in premenopausa. Tra i sintomi più frequenti ci sono infatti l’irregolarità del ciclo, la difficoltà di concepimento, la fragilità di articolazioni ed ossa. La oligomenorrea è spesso collegata a uno o più dei seguenti fattori: gravi disturbi alimentari come l’anoressia o un evidente aumento di peso, esercizio fisico eccessivo, stress fisico e psicologico, problemi ormonali, tumori, alterazioni ipofisarie (insufficienza funzionale, adenomi…), iperprolattinemia (aumento nel sangue dei livelli di prolattina). Un’altra delle cause di oligomenorrea può essere individuata nell’aumento della produzione di ormoni androgeni da parte dell’ovaio o del surrene (DHEAS, testosterone, delta4 androstenedione, 17 idrossi progesterone) e in tali casi si può trattare di iperandrogenismo o di sindrome dell’ovaio policistico.

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Ma il ciclo non arriva da ben tre mesi o anche più? Allora potrebbe trattarsi di amenorrea, le cui cause sono per lo più le stesse della oligomenorrea cui si aggiunge la menopausa precoce e alcune sindromi tra cui la sindrome di Asherman (un caso di amenorrea scaturita dopo raschiamenti che hanno causato sinechie o aderenze tra le pareti uterine). L’amenorrea può essere curata non solo con i farmaci o i contraccettivi orali, ma anche cambiando stili e abitudini di vita scorretti. È preferibile comunque sottoporsi a un controllo ginecologico in tutti quei casi in cui il ritardo mestruale si prolunga o si ripete nel tempo con frequenza, ovvero quando è presente una irregolarità del ciclo mestruale che merita approfondimenti diagnostici.

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