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Amenorrea: cause, sintomi, cure

Amenorrea: cause, sintomi, terapie

La prima mestruazione rappresenta di fatto il passaggio dall’infanzia alla pubertà per ogni bambina o ragazza. Si tratta di un evento atteso con stati d’animo differenti: curiosità, paura, consapevolezza più o meno reale di quanto sta per accadere. Ma se il menarca tarda ad arrivare si fa strada la preoccupazione; e se dopo qualche anno il ciclo mestruale è ancora assente ci si trova di fronte a una condizione patologica seria da investigare e trattare.

L’amenorrea: che cos’è

La donna riveste un ruolo centrale nel futuro dell’umanità perché è quella che, portando nel suo grembo i bambini, assicura la continuità della specie. Ecco perché la salute dell’apparato riproduttivo femminile è importantissima. Nella sua trasformazione da bambina ad adolescente e poi a donna adulta, ci sono molti cambiamenti e, tre questi, la comparsa del ciclo mestruale è una tappa fondamentale.

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Ci sono, però, situazioni in cui le mestruazioni ritardano a fare la loro comparsa. Escludendo le situazioni fisiologiche (come la fase prepuberale, una possibile gravidanza o la menopausa) che giustificano la mancanza del ciclo mestruale, un’assenza che si prolunga per più di sei mesi è definita dai medici con il termine di amenorrea. Monitorare il proprio ciclo mestruale è, dunque, un modo per valutare il proprio stato di salute. Per conoscere e capire meglio questo disturbo bisogna anzitutto sapere che esistono due tipologie di amenorrea.

Amenorrea primaria e secondaria

L’amenorrea può essere definita primaria se la ragazza in causa ha raggiunto i 16 anni e non ha mai avuto il ciclo mestruale. Questo disturbo può essere dovuto a un ritardo puberale o può essere causato da alcune malattie cromosomiche (come la sindrome di Sawyer o la sindrome di Turner). Altre cause dell’amenorrea primaria possono essere le malformazioni congenite dell’apparato genitale. Tra queste ci sono il setto vaginale trasverso e l’imene imperforato. Rientrano in questa categoria anche la sindrome di Morris (riconoscibile dall’assenza dell’utero e della vagina) e la sindrome di Rokitansky, conosciuta anche come atresia utero vaginale (l’utero non è funzionante e la vagina è a fondo cieco). Soffrono di amenorrea primaria anche le donne affette da atresia cervicale (quando la vagina non comunica con l’utero). Infine, l’amenorrea primaria può essere determinata da alcune malattie croniche (per esempio la celiachia, l’insufficienza renale cronica, la talassemia major).

Queste malattie croniche possono essere a loro volta anche la causa dell’amenorrea secondaria. Si parla di un disturbo secondario quando il ciclo mestruale manca per un periodo di almeno sei mesi consecutivi (vale solo per le donne che hanno già avuto il menarca). Anche in questo caso, i motivi possono essere tanti. Si parte dallo stress per continuare con un’intensa attività fisica ossessiva, l’anoressia, la bulimia e l’obesità (si parla di un disturbo peso-correlato). A queste cause si aggiungono l’ovaio policistico, l’insufficienza ovarica precoce, l’ipopituitarismo, l’ipogonadismo ipogonadotropo e l’iperprolattinemia.

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Il principale sintomo dell’amenorrea secondaria è l’assenza del ciclo mestruale, specie se questo è sempre stato presente in passato. A questo si possono aggiungere la perdita dei capelli, il dolore pelvico, il mal di testa, i disturbi visivi e l’acne. In alcuni casi si verificano anche secrezioni lattee dai capezzoli e si nota un aumento dei peli sul viso.

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Va sempre tenuto presente che le mestruazioni sono il risultato di un processo complesso che coinvolge alcuni degli organi dell’apparato riproduttivo femminile, come l’utero, i genitali, le ovaie, l’ipotalamo e l’ipofisi. L’assenza della mestruazioni crea squilibri e può avere gravi conseguenze sulla salute della donna. Infatti, l’amenorrea può essere una causa dell’osteoporosi e dell’infertilità. Per curare questo disturbo ci sono varie soluzioni. In alcuni casi non bisogna intervenire, perché il problema si risolve da solo, dopo aver corretto le abitudini sbagliate. In altri casi servono alcuni farmaci o terapie ormonali specifiche. Anche la somministrazione di farmaci che stimolano la maturazione dei follicoli all’interno delle ovaie (gonadotropine) si è dimostrata un metodo molto efficiente. Infine, quando il disturbo è causato da alcune malformazioni dell’apparato genitale, i medici possono intervenire chirurgicamente per correggere le alterazioni anatomiche. Non mancano, naturalmente, i rimedi naturali.

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